Emergenza sanità

L’organizzazione della Sanità necessita di un ambito strutturalmente più vasto delle dimensioni comunali, già parlarne in dimensione distrettuale è un’approssimazione che è necessaria perché la nostra USL identifica l’offerta sanitaria su base prevalentemente distrettuale.

Pertanto le proposte del PD Orbetellano sono state elaborate e discusse al livello distrettuale e presentate nell’Agorà del Febbraio 2022 per conto di tutti i circoli comunali del PD della Zona 2 Distretto Colline Dell’Albegna. (I dati sono tratti dalla Relazione Sanitaria Aziendale Asl sudest Toscana 2018.)

Assetto socio-sanitario del territorio e dati importanti sulla salute

La zona socio-sanitaria Colline dell’Albegna, che va dall’Isola del Giglio a Sorano (8 comuni) ha meno di 55.000 abitanti. In questo quadro meritano attenzione i dati relativi all’indice di invecchiamento (numero di anziani +65 su numero di giovani -18), che è del 268%, collocandoci al terzultimo posto dopo Amiata senese e Grossetana.

Siamo a – 6,5 nati ogni 1000 abitanti, con il triste dato di 1,2 figli a donna ( il ricambio generazionale è assicurato da 2,1 figli a donna ). Di questi pochi nati circa il 18% sono nati da genitori entrambi stranieri; nel 2018 sono nati nella nostra zona distretto 280 bambini.

Il saldo totale della popolazione (saldo naturale + saldo migratorio) nella USL sudest, solo nel 2018, è diminuito di oltre 4600 unità, il che si traduce in meno cittadini, prevalentemente giovani, e meno risorse trasferite dallo Stato Centrale alla Regione per la spesa Sociale e Sanitaria.

Il Reddito medio pro-capite nel territorio di Orbetello dell’Albegna è minore rispetto alla media Toscana di oltre il 14% collocandosi sulla cifra di 15.000 euro annue. L’indice di Vulnerabilità Sociale (titolo di studio, composizione nuclei familiari, affollamento abitativo, reddito , occupazione ) è peggiorato negli ultimi anni, come anche il tasso di disoccupazione.

Quindi, riassumendo: popolazione molto anziana, pochissimi nati e in diminuzione, maggiore vulnerabilità sociale, reddito più basso, meno occupazione, tutti fattori coinvolti fra quelli a rischio per la salute globale della popolazione.

SigaretteA questo quadro va aggiunto l’emergere negli ultimi anni di un forte DISAGIO PSICOLOGICO, segnalato sia nei giovani che nella popolazione generale: meno ore dedicate al sonno e più ad internet, stanchezza alla guida, aumento di bullismo e cyberbullismo nei giovanissimi, scarsa attività fisica, tendenza all’obesità, abitudini alimentari in peggioramento, fumo, abuso di alcool, uso di sostanze ed in genere dipendenze, ludopatie, sono tutti elementi che segnalano, già in epoca pre-Covid, un preoccupante aumento dei fattori di rischio nella popolazione.

Altro dato degno di nota è quello relativo alla mortalità e disabilità legati agli incidenti stradali, segnale del grosso problema rappresentato dalla viabilità principale nella zona.

Continuando con le caratteristiche da esaminare, importante è la distanza esistente nel Distretto Socio-sanitario fra un Comune e l’altro, che obbliga ad una attenta programmazione ed a maggiore efficienza di tutti gli spostamenti per ragioni socio-sanitarie di utenti, operatori e automezzi, essendo assolutamente necessaria.

Infine, abbiamo pochi stranieri sul nostro territorio, sia rispetto al resto della provincia che alla ASL sudest, (8,7%) ma le loro condizioni della loro salute presentano una maggiore vulnerabilità, impegnando maggiormente le strutture socio-sanitarie.

Considerazioni generali

Le Strutture sociali e sanitarie che servono per la cura dei cittadini devono essere mantenute, consolidate e dotate di tutte le professionalità necessarie; devono essere messe in atto strategie possibili per attrarre e far rimanere sul territorio i professionisti della salute, che spessissimo arrivano e ripartono velocemente, non trovando condizioni accettabili di vita ( mancanza di prospettive di carriera, affitti molto esosi ); le Istituzioni devono costantemente concertare e monitorare la programmazione sanitaria e socio-sanitaria, verificarne gli indicatori di funzionamento e di risultato e adottare strategie attrattive per i professionisti. L’attuale assenza di interesse per i Servizi Territoriali ed Ospedalieri deve lasciare il passo ad un vero co-governo delle strategie socio-sanitarie per rispondere alle necessità della popolazione.

Le Case della Comunità, la sua precisa localizzazione ed immediata messa in cantiere è una priorità di questo programma, perché, come la pandemia ci sta insegnando, solo una radicata sanità sul territorio porta a delle risposte utili per i cittadini.

Questo aspetto implica CONOSCENZA del complesso delle politiche socio-sanitarie, dei criteri di finanziamento e delle scelte da parte degli amministratori e la loro ATTIVA PARTECIPAZIONE ai tavoli decisori.

Risorsa Giovani

E’ necessario considerare i giovani una risorsa e non un problema, perché loro sono il futuro: tocca alla rete degli adulti (famiglia, scuola, comunità, istituzioni sportive, religiose etc.) dar loro delle risposte che complessivamente li aiutino nel loro percorso di crescita. La loro permanenza nel territorio è necessaria perché esso possa non spopolarsi e per contrastare l’invecchiamento della popolazione. E’ necessario contrastare la disoccupazione giovanile attraverso interventi mirati come:

  1. tirocini che facilitino il passaggio scuola-lavoro attraverso convenzioni con scuole e imprese del territorio;
  2. collegamento delle scuole superiori del territorio con la scuola professionale sanitaria al fine di promuovere le professioni sanitarie mancanti sul nostro territorio;

Casa della Comunità

Ri-discussione della localizzazione ai fini della loro efficienza funzionale, a partire da quali attività deve contenere e dagli spazi necessari; funzioni ed esperienze da far conoscere ai cittadini, tramite conferenze con i professionisti, valorizzazione ed implementazioni della sanità del Territorio, vicina ai cittadini.

Ospedale

L’emergenza Covid ha ribaltato la visione prevalente fino allo scorso anno riguardo agli ospedali periferici che erano stati ridimensionati nella loro offerta sanitaria a vantaggio degli Ospedali Provinciali in rete più attrattivi e con la contestuale organizzazione in Dipartimenti e Strutture Complesse anche le risorse in termini di prestazioni e budget venivano accentrate.

Il Covid ha mostrato i limiti di questa visione e la necessità di avere strutture di ottimo livello anche sui territori periferici, gli ospedali devono fare principalmente le acuzie e non devono avere negli stessi percorsi terapeutici le cronicità la cui sede principale di azione deve essere il territorio (e quindi Casa della Salute e Distretti).
L’ospedale di Orbetello e Pitigliano si caratterizza per ‘ospitare’ diverse strutture non ospedaliere che tolgono spazi alle degenze e che ogni giorno portano centinaia di persone impropriamente in ospedale con i rischi che questo comporta sia per i degenti che per i visitatori.

L’ospedale deve fare l’ospedale… Il territorio deve fare il territorio…

Bisogna diminuire le commistioni e ridare la giusta dignità e il giusto spazio alla medicina territoriale e a quella ospedaliera.
Togliere dagli Ospedali strutture che devono essere sul territorio come il dentista, il Consultorio, l’audiometria, la palestra, la Direzione del distretto con tutti i suoi uffici amministrativi.

  • Un rilancio strutturale che può essere più chiaro e visibile con una palazzina amministrativa e dei servizi territoriali ubicata negli spazi adiacenti all’ospedale in terreni già nella disponibilità della proprietà.
  • Il rilancio dell’offerta di salute dell’ospedale di Orbetello passa necessariamente da un investimento in termini di capitale umano, l’equazione ‘innovativa’ è semplice; per fare buona medicina servono innanzitutto buoni medici, che devono avere riscontro in termini di carriera ed economici; gli Ospedali periferici devono essere attrattivi sia per i giovani professionisti che per quelli più maturi;
  • Aumentare quindi la gradazione di Unità Operative e l’autonomia delle stesse in termini di budget (e quindi di offerta di attività).

Investimento sul capitale umano

  • Cardiologia (separare dalla medicina interna ed avere una specifica unità complessa)
  • Medicina di Pitigliano (è urgente bandire il concorso per la sostituzione del Direttore della Unità Complessa)
  • Fisiatria (creare una U.C. di fisiatria e riabilitazione con palestra ad Orbetello e letti e palestra a Manciano – almeno due medici fisiatri)
  • Geriatria (creare una U.S. Con una appendice sul territorio in uno dei distretti con l’indice di anzianità più elevato della regione è un investimento dovuto)
  • Traumatologia (una U.S. Con almeno 3 letti dedicati)
  • Nefrologia e dialisi (la struttura semplice con la presenza quotidiana del nefrologo tra Orbetello e Pitigliano – oggi è presente 1 giorno a settimana restando gli altri giorni a Grosseto)
  • Chirurgia (ricreare la struttura complessa con un Primario e il relativo budget indipendente dalla struttura di Grosseto) con particolare attenzione verso alcune nicchie di offerta chirurgica attualmente sottostimate es. chirurgia bariatrica.
  • Neurologia e Reumatologia (superare la logica ambulatoriale con Sumaisti ed avere un responsabile strutturato in una Unita Semplice afferente alla corrispondete unità complessa grossetana)
  • Rivedere la dotazione di personale delle strutture dell’emergenza-urgenza in ragione dei carichi stagionali particolarmente rilevanti su Pronto soccorso, Radiologia, Laboratorio analisi, Pediatria. Per queste strutture deve essere predisposto un Piano strutturale che preveda del personale supplementare per almeno 6 mesi all’anno da aprile ad ottobre.

Investimenti strutturali

  • Ex Inam ad Orbetello: ristrutturazione (già stanziata da 5 anni con fondi Ministeriali) utilizzo come Casa della Comunità per i MMG;
  • Casa di Comunità a Pitigliano : costruzione ex novo di una palazzina ( con fondi del PNRR) e contestuale Ospedale di Comunità nei locali ospedalieri liberati, con 20 posti di cui almeno 4 Hospice;
  • Nuova Palazzina ad Orbetello: costruzione ex novo di una palazzina (con fondi Inail/PNRR) nel parco Ospedaliero, come sede distrettuale e per le attività territoriali attualmente allocate in Ospedale;
  • Ospedale di Orbetello: nei locali liberati dalle attività distrettuali si possono fare le attività ospedaliere aumentando l’offerta ed inserendo 14 posti di cure intermedie dell’Ospedale di Comunità di cui almeno 3 Hospice;
  • Porto Santo Stefano: nuova casa della comunità nel nuovo distretto in accordo con il comune di Monte Argentario per avere nuovi spazi a disposizione dei MMG e delle attività distrettuali;
  • Manciano: investimenti nella riabilitazione con incremento delle funzioni e dei posti in uso alla struttura riabilitativa Aldi Mai;
  • Ristrutturazione, messa a norma e allacci telematici stabili per tutte le sedi distrettuali dei comuni e frazioni della zona 2 con Punti prelievi, Punti consultori, Punti di assistenza sociale e naturalmente strutture per i MMg e PDF;
  • Telemedicina: può essere una soluzione, un balzo tecnologico innovativo e risolutivo di alcuni problemi strutturali del nostro territorio, dobbiamo pensare da subito ad una forte implementazione di questa possibilità ma a condizione che la governance di questa “sperimentazione” rimanga saldamente nelle mani della zona 2, non siamo disponibili a fare da cavie a processi di depauperamento stile centrale unica del 118, diamo la piena disponibilità a gestire in autonomia processi di innovazione che abbiano come presupposto investimenti in risorse economiche maggiori di quelle attuali.
  • Investimenti massicci in strumentazioni diagnostiche automatiche integrate in rete negli ambulatori minori in modo da avere certezze di diagnosi nei posti più vicini ai cittadini (ad esempio nei punti di prima assistenza dei sistemi di analisi, degli ecografi con la possibilità di guidare il personale di guardia in remoto) per evitare diagnosi errate che tolgono sicurezza ai pazienti ed agli operatori.

Investimenti in personale

Contrastare le forze centripede che spingono professionisti sanitari verso le strutture provinciali centrali di Grosseto attraverso meccanismi certi come:

    • Strutture Semplici e Complesse, posizioni organizzative e gradazioni di incarico con una proporzione fissa centro periferia di almeno 40 % in tutti i dipartimenti, (attualmente la stragrande maggioranza degli incarichi è spalmata sui capoluoghi provinciali, alcuni dipartimenti non hanno nessuna direzione neppure semplice fuori dai capoluoghi di Provincia) con penalizzazione degli obiettivi di risultato dei direttori dipartimentali fino all’adeguamento;
    • Rendere le proiezioni dalle zone svantaggiate verso quelle non svantaggiate possibili esclusivamente in attività aggiuntiva, in modo da lasciare sul territorio i professionisti in carico alle periferie e rendere economicamente svantaggioso all’azienda depauperare la periferia a vantaggio delle zone centrali;
    • Trovare forme di premialità per i sanitari che accettano zone svantaggiatissime ( ad esempio Isola del giglio);

Pubblicare con modalità mensile le mancanze di personale a livello distrettuale in maniera pubblica ed accessibile a tutti;
Promuovere il reclutamento delle figure professionali mancanti con concorsi anche regionali ma con graduatorie distrettuale, in modo da sapere già in fase pre-concorsuale se e quanti professionisti sanitari potranno essere reclutati da quella procedura;
Corsi a livello della zona 2 di: Assistenti di base, OSS, con potenziamento della scuola di Pitigliano.

Azioni Politiche Regionali

  • Promuovere con cadenze fisse azioni di informazione sulla programmazione sanitaria prevista nell’anno corrente sul territorio con la valutazione critica dello stato di avanzamento;
  • Sanità di Confine: RT deve programmare con le regioni confinanti gli interventi di investimento strutturali e le linee programmatiche di sviluppo, in particolare con regione Lazio (che ad esempio investe 40 milioni in un ospedale di acquapendente a soli 25 km da Pitigliano), gli investimenti dovrebbero essere complementari nelle zone di confine e bisognerebbe unificare alcune procedure (ad esempio i cup) con una convenzione interregionale sia al fine di attirare pazienti Laziali ma anche per i ns concittadini che per continuità territoriale già usufruiscono dei servizi sanitari laziali;
  • Abitazioni per i dipendenti: sulla costa sud ad alta vocazione turistica gli alloggi sono molto costosi, bisogna promuovere una convenzione con le amministrazioni comunali perché si facciano carico di promuovere affitti calmierati, sistemi di cohousing, edilizia agevolata o cooperativistica per stabilizzare con la residenza giovani coppie di professionisti sanitari;
  • Borse di studio per residenti in zone svantaggiate che studiano medicina o professioni sanitarie, al fine di avere un pool di professionisti della salute che abbiano un interesse familiare a restare o tornare nelle nostre realtà;
  • Trasporti: le difficoltà logistiche della maremma sono un handicap che pesa su tutte le offerte sanitarie dei nostri servizi, i nostri utenti si devono caricare di un costo economico e di rischio ulteriore rispetto ai residenti in città, (ad esempio il solo comune di Manciano ha una estensione di 370 Km2 contro i soli 100 Km2 di Firenze);
  • Rete infrastrutturali Telematiche: la telemedicina può essere una risorsa solo se c’è un forte investimento strutturale in tecnologia e reti telematiche attualmente scadenti nelle nostre zone. In modo da promuovere dei nodi telematici nei punti USL al fine di avere teleconsulti, telediagnosi per dare tranquillità agli operatori sanitari distaccati e aiutare a diminuire accessi impropri negli ospedali.