Il turismo in Toscana è una fonte economica estremamente importante, e lo è soprattutto nella parte costiera della regione dove il turismo balneare rappresenta una fetta estremamente rilevante del PIL regionale.
Il Covid e le restrizioni che ne sono derivate hanno causato grosse perdite in questo settore, rilevanti soprattutto nel 2020 mentre il 2021 ha visto molte località recuperare rispetto all’anno precedente. Questo recupero non è stato però omogeneo. Tra le località più importanti, che fanno almeno 350 mila presenze all’anno, solo due hanno registrato un numero di presenze nel 2021 almeno uguale a quello del 2019, Castagneto Carducci, che ha avuto anzi un incremento di oltre il 25%, e Bibbona, che ha leggermente superato nel 2021 le presenze del 2019 (Figura 1).
In media, tutte le località a turismo balneare hanno registrato una flessione di presenze dell’8,2%, mentre le peggiori cinque località, tra cui Orbetello, presentano una flessione doppia rispetto alla media.
Aldilà della sorprendente performance di Castagneto Carducci, appare quindi che anche il 2021 abbia risentito delle restrizioni del Covid, questo implica che per il 2022, anno in cui le restrizioni Covid sono quasi annullate, dovremmo aspettarci una performance in media ancora migliore rispetto al 2020.
Vale però la pena andare un po’ più a fondo nei dati per comprendere meglio la diversa performance delle varie località.
Per fare questo utilizzeremo alcuni indici tradizionalmente usati per l’analisi del turismo con un focus particolare sulla performance di Orbetello per capire cosa possiamo aspettarci nel prossimo futuro.

Gli Stranieri
Nella Figura 2 vediamo l’incidenza del turismo straniero sul totale nelle località balneari toscane. Il turismo straniero è importante per vari motivi: perché gli stranieri spendono mediamente di più dei turisti locali, perché tendono a preferire soggiorni “fuori stagione”, perché domandano servizi di qualità maggiore incentivando gli operatori ad investire e migliorare l’offerta. In questo caso però ci interessa in particolare vedere che nessuna località è riuscita a recuperare nel 2021 il gap di turisti stranieri provocato dalle restrizioni Covid del 2020 che in parte sono rimaste nel 2021. Se guardiamo ad esempio Pietrasanta e Camaiore, in queste località il turismo straniero nel 2019 rappresentava oltre il 40% delle presenze, ben sopra il 35% della media di tutte le località, nel 2021 rimangono sotto il 30% pur avendo recuperato parte del gap del 2020. Orbetello, al contrario, avendo una percentuale poco sopra il 10% nel 2019 recupera quasi l’intero gap nel 2021.

Tornando quindi al grafico in Figura 1, possiamo dire che la performance negativa di Camaiore e Pietrasanta si spiega con l’assenza dei turisti stranieri, e quindi ancora con le restrizioni Covid.
Questa è una considerazione importante poiché ci porta a prevedere che una volta superate queste restrizioni queste località ritorneranno ai livelli di presenze del 2019 o anche maggiori.
Diverso è il caso di Orbetello e Follonica che invece non sembrano avere questa riserva di turisti dalla quale poter attingere.
Per comprendere meglio questo punto possiamo ricorrere ad una semplice analisi controfattuale ed immaginare i dati che avremmo osservato se nel 2021 avessimo avuto la stessa presenza straniera del 2019 in tutte le località.
Chiamando questo scenario “Covid free”, vediamo in Figura 3 che in media avremmo un miglioramento delle presenze nell’insieme delle località, e solo 5 continuerebbero a mostrare un gap rispetto al 2019, la peggiore performance sarebbe quella di Orbetello, che, come detto precedentemente, non ha un serbatoio di turisti stranieri importante come altre località.
In realtà il controfattuale “Covid free” pur essendo un utile strumento di analisi, da verosimilmente un’idea ottimistica se utilizzato per prevedere l’andamento del 2022.
Infatti, mentre è verosimile che molti stranieri ritorneranno a visitare le nostre coste, è altrettanto verosimile che alcuni turisti locali si muoveranno per l’estero.

Stagionalità ed indice di utilizzazione
Andando oltre nell’analisi comparativa delle performance turistiche delle località balneari toscane due dati importanti che ci dicono quanto siano in salute i vari sistemi sono la stagionalità, ovvero quanto il turismo si concentri in un periodo dell’anno piuttosto che distribuirsi in tutto l’anno, e l’indice di utilizzazione, ovvero quanto le strutture turistiche, nel nostro caso i posti letto disponibili ad ospitare turisti, sono sfruttate.
Per la stagionalità esistono diversi indici che possono essere usati, uno tra i più popolari è l’indice di Gini, più conosciuto per la misurazione delle diseguaglianze di ricchezza e reddito, l’indice di Gini in realtà misura la diseguaglianza di qualsiasi distribuzione statistica, nel nostro caso il flusso di turisti per trimestre dell’anno.
Il grafico in Figura 4 mostra le località ordinate dalla minore alla maggiore stagionalità nel 2021 (barre di colore blu).
In primo luogo, notiamo che la stagionalità è piuttosto alta per tutte le località essendo l’indice di Gini maggiore di 0,5, dato abbastanza prevedibile per località balneari.
L’indice medio di tutte le località si attesta intorno a 0,57, mentre l’indice più alto è quello di Orbetello che presenta una stagionalità di circa il 10% superiore alla media.
Sulla sinistra del grafico si nota invece la variazione percentuale dal 2020 al 2021 della stagionalità. In questo caso non solo Orbetello mostra la stagionalità più elevata, ma è l’unico comune, insieme a Cecina, nel quale il rilassamento delle restrizioni Covid non corrisponde ad un allungamento della stagione poiché la stagionalità aumenta invece che diminuire.
Di Vincenzo Caponi

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