Il 22 Giugno 2024 si è tenuta a Marsiliana la conferenza organizzata dal PD – Manciano su agricoltura e sviluppo, riscontrando un grande interesse da parte del pubblico, con quasi 100 presenti.
Durante l’evento durato ben più di 3 ore vari professionisti del settore e politici sono intervenuti per illustrare i problemi che contribuiscono maggiormente a mettere in difficoltà l’agricoltura in Maremma:
Lauretta Bianchi (Assemblea Nazionale PD), Marco Simiani (Deputato PD), Valter Nunziatini (responsabile Forum Agricoltura PD Provinciale), Leonardo Marras (Assessore regionale), Gabriele Fusini (sindaco di Magliano), la Dott.ssa Franca Spinola (Antica Fattoria La Parrina), Claudio Capecchi (presidente CIA Grosseto), Simone Castelli (presidente Coldiretti Grosseto), Paolo Rossi (direttore Confagricoltura Grosseto), Massimo Carlotti (presidente Terre dell’Etruria), Carlo Santarelli (presidente Caseificio Sociale Manciano), Massimiliano Rossi (titolare Azienda La Murciaia), Alessandro Giomarelli e Roberto Bonemei (PD Manciano) così come Alessandro Ragusa, Luca Campidonico e Alessia Fronda del PD – Orbetello hanno fatto parte della lunga lista di relatori.
Tra i problemi più significativi sono stati elencati la mancanza di risorse idriche causata dal recente cambiamento climatico, i prezzi dettati dal compratori e non dai venditori, la mancanza di mano d’opera specializzata e ordinaria, il caro prezzo del carburante e delle materie prime.
Si aggiungono la questione irrisolta del ricambio generazionale in un settore incompatibile con lo stile di vita dei giovani adulti e il conseguente esodo dalle campagne, i predatori come i lupi o ibridi, la mancante organizzazione tra le varie filiere corte con troppi consorzi singoli e la troppa poca coordinazione tra i vari “percorsi del gusto”.
Da menzionare anche le direttive europee sull’agricoltura ecosostenibile che hanno un costo elevato e rendono le aziende meno competitive.
Per giunta, di fronte a tutti questi problemi, la possibilità lucrativa di vendere i terreni ai produttori di energia al posto della coltivazione delle terre è entrata in triste competizione con il settore agricolo che in questa maniera perde non solo la sua produttività ma anche il suo potenziale turistico.
Sembra certamente una serie infinita di problematiche non facilmente risolvibili, ma i vari professionisti del settore – tra agricoltori, allevatori, agronomi, ingegneri e i politici presenti – hanno presentato diverse proposte di soluzioni che potrebbero indirizzare il settore verso una ripresa continua e per sfruttare al massimo il potenziale agricolo della Maremma.
Innanzitutto andrebbe ampliata la rete provinciale delle aziende agricole per formare una sinergia tra i vari produttori e concentrare tutte le forze verso una direzione comune.
L’iniziativa è già stata avviata a Grosseto tramite la creazione di un vero e proprio FORUM AGRICOLO.
Servono riconoscimenti di qualità unitari per i prodotti, uno scambio di esperienze e opinioni tra i vari professionisti, una maggiore collaborazione con le università e la ricerca per modernizzare l’agricoltura e fondarla sull’innovazione e per ideare un progetto di marketing nazionale e internazionale per i prodotti agricoli maremmani.
Per risolvere i problemi legati alle risorse idriche sarebbe pensabile dare una preferenza alle unità produttive anziché al turismo, ampliando anche l’utilizzo di impianti di dissalatori, e coinvolgere maggiormente dei proprietari privati di laghi per poter utilizzare le loro risorse, creando anche degli invasi appositi.
Servirebbe inoltre un intervento serio contro i predatori del gregge per aiutare gli allevatori che si trovano in maggiore difficoltà rispetto agli agricoltori e il coraggio per una scelta politica sicuramente impopolare.
Macchinari innovativi indipendenti dai prezzi elevati del carburante, una maggiore offerta di mano d’opera specializzata e ordinaria senza cadere nell’errore del caporalato e una collaborazione profonda tra turismo e agricoltura – dove i prodotti agricoli incontrano direttamente i loro potenziali acquirenti attraverso un percorso degustativo e sensoriale completo – sono dei punti cruciali per far crescere un settore in crisi.
Da non sottovalutare anche gli aiuti monetari per le aziende virtuose in termini di produzione, ecosostenibilità e per non cadere nella tentazione della svendita di terreni non coltivati.
Il settore agricolo deve di nuovo valere la pena dal punto di vista della rendita e deve acquistare un volto più contemporaneo e moderno per riuscire ad invogliare le nuove generazioni a portare avanti l’azienda di famiglia o per attirare nuovi investitori.
La Maremma possiede delle risorse territoriali notevoli.
Con uno sforzo comune tra aziende private, ricerca e interventi pubblici queste risorse possono essere trasformate in un vero marchio di qualità e in un settore trainante di questa meravigliosa terra, capace di produrre reddito e posti di lavoro.
I.L.
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