Mimosa - La giornata internazionale della donna

L’8 Marzo: una data più attuale che mai

L‘8 Marzo, la giornata internazionale della donna, cosa significa oggi per noi?

Spesso fraintesa e anche disdegnata come giornata di bisboccia femminile con serate danzanti, mimose e spogliarellisti, questa giornata in realtà ha una lunga storia che rappresenta conquiste importanti per il genere femminile.

In Italia proprio quest’anno il film “C’è ancora domani” della regista e attrice Paola Cortellesi ha riscontrato un successo clamoroso, superando ogni piu’ rosea aspettativa.

Il film tratta con delicatezza, umanità e poesia la violenza sulle donne a metà del secolo scorso e la conquista del diritto al voto per le donne.

Poteva essere un capitolo della storia concluso, un film in costume come altri, una serata di distrazione passata in compagnia.

Ma gli italiani irrefrenabilmente sono corsi al cinema, in un paese dove il femminicidio continua ad essere di un’eclatante attualità, se vogliamo solo pensare al recente caso di Giulia Cecchettin che ha tenuto il paese col fiato sospeso per settimane e che si inserisce in una lunga serie di eventi della cronaca nera quotidiana.

Un paese ancora incapace di dare una soluzione soddisfacente al tema della maternità, rimanendo tra i primi in Europa per bassa natalità, perché diventare madre ancora troppo spesso significa rinunciare alla carriera e scegliere la strada che molte donne prima di noi hanno scelto nei secoli scorsi: fare la casalinga e rendersi dipendenti dai loro compagni.

Mancano asili e offerte educative per i bambini fuori dagli orari di scuola, durante i periodi delle vacanze. Manca il diritto alla paternità equiparato a quello della donna.

Un paese dove come in molti altri osserviamo il gender pay gap negli stipendi, dove abbiamo più laureate donne ma poi la maggior parte delle posizioni da dirigenti vengono rigorosamente occupate da uomini.

Un paese dove ancora viene storto il naso se si utilizza il titolo di una professione declinata al femminile, dove la leader del paese si impunta di voler essere chiamata “il presidente” e una lingua italiana con strutture patriarcali ancorate nelle sue fondamenta. Pensiamo solo alla regola grammaticale che prevede – come nella lingua francese d’altronde – che se in una stanza ci sono 100 donne, basta la presenza di un singolo uomo per dover coniugare il verbo al maschile.

Un paese dove gli articoli di igiene intima femminile, un bene di prima necessità, hanno dei prezzi da capogiro non solo grazie al “signor presidente del consiglio” donna che ha recentemente deciso di togliere lo sconto sull’IVA che era stato raggiunto negli anni passati, mentre paesi come la Scozia hanno introdotto il diritto ad ottenere assorbenti gratuiti per tutte le donne in età fertile.

Qualcosa si sta muovendo anche in Italia, sempre più donne non sono disposte ad accettare di partire sempre svantaggiate rispetto ai loro competitor maschili, a subire violenze o discriminazioni, ma c’è ancora molto da fare.

L’8 Marzo festeggia anche il diritto al voto della donna, oramai libera di scegliere chi dovrà decidere sulla sua sorte, come anche il film della Cortellesi ci ricorda.

Vogliamo a questo punto ricordare che questa festa sta particolarmente a cuore a un partito come il PD perché noi stiamo dalla parte delle donne.

Vogliamo difendere i suoi diritti, batterci per l’uguaglianza dei sessi e agire contro la violenza verbale e fisica. Vogliamo più asili, offerte educative statali per i figli garantiti 12 mesi all’anno, un sistema formativo che mette la prevenzione contro la violenza di genere al primo posto, un congedo parentale più esteso e paritario, accessibile anche alle madri imprenditrici. E molto di più.

Ricordiamocelo certamente oggi. Ma ricordiamocelo anche tutti i giorni della nostra vita, con piccoli passi e gesta, studiando, rendendoci indipendenti.

Ma soprattutto la prossima volta quando potremo usufruire del nostro sacrosanto diritto di dare voce alla nostra rabbia e alla nostra speranza.

Andando alle urne proprio come la nostra Delia, l’eroina del film della Cortellesi.

I.L.