L’Anniversario della Liberazione del 25 Aprile è momento di celebrazione e di festa.
In questo giorno commemoriamo e celebriamo la liberazione dell’Italia dalla tirannia fascista e la sua rinascita incarnata nella Resistenza, che costituì il primo sussulto morale del popolo italiano contro il fascismo, ideologia che ha rinnegato, e tuttora rinnega, i valori umani e che contro l’uguaglianza ha proclamato la dottrina delle razze superiori; e che contro il patriottismo democratico e i diritti dei popoli ha proclamato il nazionalismo e l’autarchia; e che contro i principi politici del liberalismo ha celebrato il capo infallibile; e che contro il libero confronto delle idee ha esaltato l’unità ideologica.
L’antifascismo è dunque l’ideale morale che fa propri tutti i valori che il fascismo disprezza. In quanto ideale morale, questo non è monopolio di nessuna ideologia politica: è il modo di vivere giusto delle persone libere.

In questo senso le parole di Piero Calamandrei sono ancora oggi le più adatte a farci intendere che la Resistenza contro il fascismo e il nazismo è stata, in Italia ed in Europa, una rinascita morale prima ancora che una scelta politica:
“La Resistenza è stata, nei migliori, riacquisto della fede nell’uomo, e in quei valori razionali e morali coi quali l’uomo si è reso capace nei millenni di dominare la stolta crudeltà della belva che sta in agguato dentro di lui“.
Quando si perdono di vista questi valori è inevitabile scivolare verso forme di governo autoritarie, che, in nome di un discutibile “ordine sociale”, reprimono fenomeni di libera espressione civile, religiosa, culturale.
Il pensiero di tutti corre alle guerre contemporanee ed ai suoi terribili costi umani, in Ucraina come in molte, tante, altre tragedie dimenticate, con scene tragiche di profughi erranti da un paese all’altro, di fosse comuni, di stragi mai dichiarate che vengono portate quasi quotidianamente ai nostri occhi, o a volte colpevolmente celate. Dopo millenni di civiltà non si è ancora capaci di risolvere le controversie internazionali se non con la forza delle armi. Ed è ancora la legge del più forte a prevalere nel mondo e non quella delle istituzioni democratiche internazionali.
Abbiamo tutti un forte desiderio di pace; coltiviamo tutti la grande speranza che si trovi il modo per sostenere la popolazione civile in tutte le componenti etniche, culturali e religiose, affinché abbiano tutti uguale diritto di cittadinanza.
Per questi motivi il 25 Aprile deve essere un giorno di festa. È la festa degli ideali della Resistenza, a cui tanti uomini e donne generosamente hanno sacrificato la loro vita, in Italia come in tutti i Paesi dell’Europa occupata dal nazismo. Quegli stessi ideali che sono stati la sorgente da cui sono nate l’Italia e l’Europa federalista.
All’indomani del conflitto, in cui persero la vita decine di milioni di uomini, i nostri padri dissero: MAI PIU’ GUERRE. Ma ancora oggi ci troviamo a far fronte a situazioni drammatiche, tragiche di conflitti mai sopiti.
Oggi l’Europa Unita, ha fatto grandi passi in avanti, ma non è ancora in grado di giocare quel ruolo internazionale che la sua storia di culla della civiltà occidentale e la sua posizione baricentrica le richiedono.
Le speranze di pace dell’umanità si affidano ancora al nucleo di istituzioni internazionali nate dopo la seconda guerra mondiale – prima fra tutte l’ONU – con il difficile obiettivo di garantire una convivenza pacifica fra tutti i popoli.
Oggi è più che mai necessario riaffermare la convinzione che queste istituzioni non devono essere messe da parte, bollandole come inutili, né utilizzate solo quando si possono piegare ai propri interessi, ma debbano anzi essere rafforzate, sostenute, rese più democratiche e partecipate, perché esse soltanto possono essere la speranza di un futuro in cui tutti i popoli della terra abbiano uguale dignità, uguali possibilità di sviluppo equilibrato e uguale accesso ai diritti fondamentali.
Possano il ricordo e l’esempio di coloro che diedero, con abnegazione e coraggio, la loro vita per il bene del nostro Paese, infonderci un rinnovato impegno per la piena realizzazione degli ideali che li ispiravano.
Non li abbiamo dimenticati, non li dimenticheremo. La memoria incancellabile del loro sacrificio deve essere la fonte del nostro impegno per la costruzione di un mondo di pace.
Viva il 25 Aprile. Viva l’Italia.
PD Orbetello
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